QUANDO IL FUMETTO… INCONTRA LA MUSICA: note nel fumetto

QUANDO IL FUMETTO… INCONTRA LA MUSICA: note nel fumetto

12 Maggio 2017 2 Di Francesca Satriani

Sono due linguaggi all’apparenza così diversi, ma tra le pagine di un fumetto potremmo scoprire quanto spesso sconfinano l’uno nell’altro: parlo di immagini, e di musica.

Quando la musica crea l’immagine

State ascoltando un brano, non importa di che genere di musica si tratti. Mentre il vostro orecchio segue le note, la mente è impegnata in un lavoro arduo, immaginifico: guidata dal suono crea immagini, e le colora. Forse le fa anche muovere. E l’incontro avviene così, in maniera inevitabile. La chiamano sinestesia, ed è la capacità di mescoltare sensazioni provenienti da diversi sistemi di percezione. Mi viene in mente Yakir Arbib, pianista israeliano che compone i suoi brani accostando le note come se fossero colori su una tavolozza, e come se lo spartito fosse una tela bianca. Non è una similitudine romantica, è che a lui succede proprio qesto: sente una nota, vede un colore.

…il Sol è blu e bianco, il Mi bemolle sempre viola, il Fa è sempre rosso, il Do è sempre bianco

E’ l’esempio più potente di sinestesia che mi è venuto in mente. Se si pensa che Yakir Arbib è cieco dalla nascita.

Quando l’immagine cerca la musica

Se al contrario siete nel silenzio della camer…(etta, perché siamo tutti molto giovani qua dentro), e avete un fumetto tra le mani, l’esperienza può essere molto diversa. Le immagini sono già davanti ai vostri occhi, nero su bianco. Si inseguono, sviluppano la trama. A questo punto (lo sentite anche voi?) i due linguaggi potrebbero incontrarsi proprio qui, adesso, nella vostra camer…etta, tra i poster di Cioè attaccati sull’armadio, peluches di cui non vi disferete mai, e la cassetta di Madonna nel mangianastri  (certo che sì, siamo davvero molto, molto giovani qua dentro). Ma non è possibile perché il disegno è, per sua natura, muto. Manca qualcosa: c’è l’immagine ma mancano i suoni.
E’ in questo vuoto, che avviene l’incontro.
Gli autori cercano di favorire il contatto intarsiando la vignetta con simboli sonori. Niente di strano, è una convenzione semiotica più che frequente.

A questo punto devo dirvi (non l’ho ancora fatto?) che vi ho attirato fin qui per un esperimento: avevo bisogno di cavie. Lo faremo insieme se vi va, altrimenti non siete costretti a restare. La porta del laboratorio è aperta. E comunque abbiamo il vostro nome e indirizzo, targa e modello dell’auto, sappiamo come si chiama il vostro cane… insomma sapremo come trovarvi, se ce ne sarà bisogno. Comunque, se proprio dovete andare, meglio adesso che dopo. Meglio adesso, che siete ancora in ordine.

Inizia l’esperimento. Che parta la musica.

Cosa succederebbe se leggendo questa scena…

Musica e fumetto

 

Riusciste a sentire…

musica nel fumetto

Ovvero…

Non vi sembra di capire qualcosa in più sul personaggio? O magari sul suo umore. Oppure, che diamine, a me è sembrato di capire meglio che persona è. Non credo sia una coincidenza, no, a volte la musica fa questi scherzi: fa cadere le maschere.
Certo, Tiziano Sclavi ha dichiarato in un’ intervista che la scelta del pezzo, la Sonata in Sol minore per Violino di Giuseppe Tartini meglio conosciuta come il Trillo del Diavolo, è legata soprattutto al nome, e all’aneddoto sulla nascita del brano, raccontato dallo stesso compositore (come riporta uno scritto dell’astronomo Jerome Lalande). Disse Tartini che, in una notte nell’anno 1713, il diavolo venne a trovarlo in sogno e, seduto in fondo al letto, prese il suo violino ed iniziò a suonare una sonata così singolare e bella, eseguita con tanta superiorità e intelligenza che lui si svegliò sconvolto, e provò a riprodurla. Non ci riuscì, ammise, pur sapendo di aver composto il pezzo migliore della sua carriera di compositore.

Cambiamo genere.
Cosa succederebbe se leggendo questa striscia di Charles Shulz

 Musica nel fumetto

Poteste sentire…

Non vi sentite improvvisamente più vicini al povero Charlie Brown, sentendo di non appartenere a questo mondo nemmeno voi? Ecco, per me il disordine è iniziato da qui.

E allora perché non salire di livello? Le domande si fanno serie, e potremmo toccare argomenti esistenziali tipo…

Musica e fumetto

E se leggendo partisse la musica cosa succederebbe? Cosa, se sentissimo suonare il passaggio trascritto (più o meno tra il minuto 2:30  e il 2:40 di questo video)?

Non sembra anche a voi ancor più chiara la risposta?

Considerazioni: perchè c’è della musica, tra le strisce di un fumetto?

Ricordiamoci, è solo un esperimento, fatto per divertimento. Non si tratta di dimostrare che il fumetto sarebbe meglio se corredato di colonna sonora, no. Tutt’altro.
Vorrei solo far emergere qualche dubbio: c’è qualcosa tra le pagine, un messaggio (è il caso di dirlo) in codice, che arriva direttamente dall’autore. E’ stato il primo a sentirlo nella sua testa, e ha deciso, con ancora in mano la penna del creatore, che dovevano ascoltarlo anche i personaggi della sua storia.
Noi lettori siamo dall’altra parte, nella realtà che quegli attori di carta non varcheranno mai. Eppure con un po’ di sforzo creativo quel messaggio potremmo sentirlo anche noi, e suonerebbe come la Sonata in Sol Minore di Tartini, o le sonate di Beethoven, tanto amate da Schroeder.

O come Goodbye Cruel World dei Pink Floyd,

comunque non importa.

Quello che importa a noi, a fini puramente analitici, è che la musica è il ponte. Un collegamento tra noi e loro.
La musica è la porta.
E adesso vi lascio, che mi è appena scoppiato un déjà vu, peggio di un’emicrania. Mi sembra di averla già sentita questa, non ricordo dove, ma ho dovuto mettere su un pezzo. E’ iniziata la pioggia, e Manzarek ha attaccato con la tastiera. Tra poco Morrison parlerà di tempesta. Beh, magari mi verrà in mente.

Un caro saluto.

di Francesca Satriani

 

 

Fonti:
Clamarcap. com;

Il Trillo del Diavolo

La Stampa: Tiziano Sclavi e la musica di Dylan Dog

Yakir Arbib

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