On reading – Leggere, parte 2: questione di tempo

On reading – Leggere, parte 2: questione di tempo

27 Agosto 2017 2 Di Francesca Satriani

I libri vanno letti con la stessa cura e la stessa riservatezza con cui sono stati scritti.
Paul Auster

Queste ed altre citazioni di brani letterari, scelti da Roberto Cotroneo, vi accompagneranno lungo il percorso della mostra fotografica Leggere, di Steve McCurry, fino al 3 settembre al Museo Santa Giulia di Brescia. Per chi non lo avesse fatto c’è ancora tempo per visitarla.

citazione Daniel PennacLa mostra parla anche di questo: del tempo, in particolare quello (sospeso) di un libro.

E McCurry lo fa attraverso i volti delle persone colte nell’atto di leggere. Persone appartenenti ad ogni cultura e religione, che ha incontrato nel corso della sua carriera.

Steve mcCurry Leggere - India

Nei trent’anni di esperienza maturata sul campo, è proprio il caso di dirlo, Steve McCurry ha scattato immagini memorabili in ogni continente. Il primo viaggio (di una lunga serie), dopo aver lavorato per anni da freelance in un giornale locale di Philadelphia, lo ha portato ad esplorare i sobborghi del subcontinente indiano.

E’ in quel momento che è nata la passione per quei panorami, e per quei colori che hanno un ruolo di primaria importanza nelle sue foto.

 Steve mcCurry Leggere - India

Dopo alcuni mesi quel viaggio lo portò ad attraversare i confini del Pakistan, dove conobbe un gruppo di rifugiati Afgani, che lo accolse e lo fece entrare nel loro paese. L’invasione russa aveva reso l’Afganistan inaccessibile ai giornalisti occidentali, così McCurry si fece crescere la barba, indossò abiti tradizionali ed entrò come clandestino.

Ed è a quel punto che invece è nata la sua arte.

Scoprì di riuscire a dare un volto umano agli scenari colpiti dai conflitti, e dai disastri. Come l’India battuta dai Monsoni, ad esempio, o New York dopo l’attentato alle torri.

Steve McCurry - Monsoon

Le sue foto hanno fatto il giro del mondo e lo hanno reso celebre. McCurry ha conseguito numerosi premi, tra cui la Robert Capa Gold Medal, e il premio della National Press Photographers, ed è stato primo classificato, per quattro volte, al concorso World Press Photo.

Come l’arte necessita di tempo e di esperienza, così è per la lettura.

Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano, piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura.
Pier Paolo Pasolini

La terza differenza di approccio alla lettura riguarda il tempo, o meglio, il ritmo (troverai i primi due punti a questo link).

Punto 3: Leggere piano

Abbiamo un brutto rapporto con il tempo che passa, non ci piove.
Anche l’idea che i momenti brutti siano più lenti di quelli belli non trova molto riscontro nella realtà. Ci ho provato (e continuo tutt’ora) a rallentare il tempo con delle grandi giornate di merda, ma non funziona. La giornata finisce, come sempre, troppo in fretta.

Ma quando siamo immersi nella lettura, è il tempo dello scrittore a scandire il ritmo.

Steve McCurry, Leggere - Francia

Fagocitare pagine alla ricerca della prossima mossa rischia di farci perdere metà dello spettacolo. Anzi, di abbandonare lo spettacolo a metà e lasciare una bella recensione negativa su Goodreads.

Un romanzo non è un elenco di fatti che accadono al protagonista: c’è molto di più.

Nell’indagine condotta proprio da Goodreads, di cui parlo nella prima parte dell’articolo è emersa, tra le cause di abbandono, una narrazione troppo lenta. Ma forse, si potrebbe pensare che ci sia dell’altro oltre al susseguirsi degli eventi. Qualcosa che era nella mente dello scrittore e che, in maniera più o meno faticosa, aspira a raggiungere chi sta leggendo. Tramite il libro.

Magari alla fine lo capiremo. Se arriveremo alla fine, è ovvio. A volte la comprensione arriva qualche giorno dopo aver terminato  la storia.  Vi è mai capitato?

Punto 4: leggere di più, per leggere meglio

Per mettere in moto la macchina, serve esperienza. Come in qualsiasi altra pratica sportiva ed artistica. Leggere più libri, sperimentando diversi generi, aiuta ogni lettore ad affinare la capacità di scelta.

Steve McCurry, Leggere

Non solo: lo aiuta anche a scorgere quei fili invisibili che collegano opere di autori lontani, vissuti in epoche diverse.  Ne siamo circondati.

Siamo mosche intrappolate sulla stessa tela.

C’è un filo che si muove: è Edgar Allan Poe che da lontano (prima metà dell‘800), fa vibrare la corda di Howard Phillips Lovecraft (primi del ‘900).

Sto leggendo una raccolta di racconti di Phillip Dick presi in offerta, e vedo che le corde di Spielberg…

  Steven Spielberg - Minority Report, 2002

e Ridley Scott…

Ridley Scott - Blade Runner, 1982Ridley Scott - Blade Runner, 1982

…vibrano come matte.

Leggo La collina dei conigli di Richard Adams, e avverto vibrazioni sulle corde di Eschilo, Virgilio, Shakespeare. Ma anche su quella che ricollega a Frank, l’amico immaginario di Donnie Darko. Aggiungo un tassello al film. E capisco perché è tanto inquietante.

Donnie Darko, Richard Kelly, 2001

Questa è la parte più bella di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo o isolato da nessuno. Tu appartieni.
Francis Scott Fitzgerald

Il senso di appartenenza generato dalla letteratura è una lezione di empatia: insegna a leggere nella mente degli altri.  Siamo partiti dalla telepatia e arriviamo a parlare di chiaroveggenza. Com’è possibile?

Ho letto, tempo fa, un bell’articolo in cui il prof. Umberto Galimberti parlava di analfabetismo emotivo: la mancanza di riferimenti che porta i più giovani a:

non sentire più la differenza tra bene e male, tra il giusto e l’ingiusto, tra ciò che grave e ciò che non lo è.

Si parlava di bullismo e del rapporto con i coetanei.

Forse qualche libro in più, un po’ di chiaroveggenza, non farebbe male.

A presto.

(To be continued…)