L’origine – parte II

L’origine – parte II

16 Aprile 2017 0 Di Francesca Satriani

Leggere: lo svago liberatorio per eccellenza.

Sospetto di non essere la sola a pensarla così. Per dirla con le parole di Wislawa Szimborska (poetessa polacca, premio nobel)

«Solo con un libro in mano l’Homo ludens è libero» (scrive in Letture Facoltative, Adelphi, 2006).


Condivido.
Solo con la faccia dentro un libro (attenzione, non ho detto faccia-libro) l’uomo è solo, nell’intimità priva di condizionamenti, libero di sentire l’ urlo. E che sia una risata da urlo, o un urlo di terrore questo non importa. Se un libro riesce a smuovere una certa fanghiglia là in fondo, cose oscure che venivano a trovarvi di notte, da bambini, e che pensavate di aver dimenticato, vuol dire per prima cosa che avete scelto bene. E secondo, che il divertimento è appena cominciato.

leggere libera - paura

Siamo entrati e siamo soli laggiù, dentro la storia, intendo. E se abbiamo pescato bene nel mare magnum delle proposte letterarie, possiamo star certi che il viaggio rimarrà impresso nei nostri ricordi per un bel po’. In certi casi per tutta la vita.

Cerco un libro che mi liberi

Quello che è certo è che mentre sto leggendo, per tutto il tempo in cui sono là, nessuno potrà dire la sua su…beh, su un bel cavolo di niente.  Ho costruito quel posto, guidata dalle parole dello scrittore (e se è uno bravo non mi sono nemmeno accorta che mi stesse facendo dono di una sua la visione). Ho dato la faccia che volevo ai personaggi, alcuni somigliano a gente che conosco, alcuni, diamine, alcuni somigliano a me! Magari il, o la protagonista.

Ho sentito dire…che razza di mitomane?
Qualcuno ha detto… megalomane?
No, devo essermi sbagliata. Non è possibile. Non c’è nessuno qui con me. Sono sola qui dentro.

leggere libera - Quentin Blake, The Colour Of Anything

Questione di tempo

Ammetto di aggirarmi tra gli scaffali delle librerie un po’ sulla difensiva. I negozi traboccano di nuove uscite vomitate una dietro l’altra dalle case editrici, mentre il tempo per leggere, quello che rimane dopo aver risolto la pressante questione della sopravvivenza mia e dei selvaggi con cui condivido il castello, è merce preziosa. Il rischio dunque è alto: penso di uscire dalla libreria con una bella storia di demoni succhiasangue nella borsa, e mi ritrovo invece a casa, a strapparmi i capelli davanti ai dolori de O’ vampiro ‘nnamurato. Ho ancora ciuffi di capelli tra le dita.

Leggo all’alba, quando i tutti dormono; di sera, dopo aver disinnescato i selvaggi (con un paio di paginette di qualche buon libro, è sottinteso).

leggere la sera - Nel paese dei mostri selvaggi, Maurice Sendak

E poi in coda dal dottore. In coda al supermercato. In coda alle poste. E perché no? Nell’ angolo più recesso di casa, luogo di riflessione per eccellenza.  Ammettiamolo, quale alibi migliore? C’ è poco da fare i sofisticati, non siate ipocriti, so che lo fate anche voi.
E poi la notte, fino a che gli occhi resistono. O fino a svegliarmi di soprassalto quando il libro mi cade sulla faccia. O il telefono, se sto leggendo un e-book. Non ho preferenze di genere: cartaceo, digitale, fa lo stesso. L’unica differenza che mi sento di sottolineare è che uno smartphone sulla fronte fa più male di un volume cartaceo.

E allora, miseriaccia, forse ci siamo…

E allora di cosa parlerò a chi vorrà seguirmi? Di libri, ovviamente. Di libri capaci di farvi fare quel maledetto urlo.
E se avrete delle storie da raccontarmi, dei vostri viaggi in solitaria laggiù, dove io non sono ancora stata, le ascolterò con piacere.

Non è in fondo per questo che siete venuti fin qui, a Babilonia?

Per ora vi saluto
Spero di vedervi presto
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