ONE PUNCH MAN somiglianze allo specchio: Saitama e Camus

ONE PUNCH MAN somiglianze allo specchio: Saitama e Camus

3 Giugno 2017 0 Di Francesca Satriani

One Punch Man disegno originale

One: il successo di un uomo qualunque

Giugno 2009: One, mangaka per diletto, pubblica sul proprio blog il primo episodio di una storia incentrata sul personaggio nato dalla sua penna: Saitama. Saitama è un supereroe. Lo si capisce per via dell mantello, la tuta aderente e lo sprezzo per il pericolo.
E’ eroe nel proposito: salvare la città dagli attacchi degli esseri misteriosi (classificati in base al livello di potenzialità distruttiva). Ma non si dà arie da semidio. Anzi, i suoi commenti durante i combattimenti tradiscono quanto sia noioso, per lui, ogni scontro. In ogni caso finirà per vincere, sferrando un solo potentissimo pugno.

Agli sciami di meteore-taglia-arti risponde, con una gragnola di pugni-normali. E una malcelata sufficienza. L’indifferenza alla paura manda in bestia i suoi avversari, che escono di scena, molto spesso, con un sconfortato: «Ecchecca**o!»

One Punch Man cap 8

Non è un eroe, invece, nella genesi. Non è arrivato sulla terra trasportato da un meteorite, e non è sorto dalla spuma del mare. Tutt’altro. Come si diventa supereroe? Saitama ha una risposta tanto semplice, quanto banale. Per prima cosa è necessario prendere la decisione di diventare il più forte di tutti (ad esempio). E poi, cari signori, bisogna allenarsi, non si scappa. Saitama ha seguito un programma che prevedeva cento piegamenti, cento squat, cento addominali, e dieci kilometri di corsa. Ogni giorno, tutti i giorni, per tre anni.

Che non sia stato facile, lo racconta lui stesso. E’ stato uno dei periodi più duri della sua vita, neanche paragonabile alla rottura di scatole di aver perso il lavoro. Nell’allenamento ha perso i capelli (da qui il suo soprannome Caped Baldy = Pelato Mantellato), ma ha conquistato super resistenza, velocità extra, e forza sovrumana, che gli permettono di distruggere qualsiasi nemico con un solo (noiosissimo) pugno.
E’ questa la fonte del suo male di vivere, il fatto di non poter più migliorare di non avere altri avversari da sconfiggere.

Manga dramedy

Si legge negli articoli a lui dedicati, di come One non sia solo un disegnatore dilettante, ma che i suoi disegni siano in effetti, davvero brutti.

One Punch Man n.1 tavola originale

Al contrario, le sue storie, tra combattimenti all’ultimo (unico) pugno e dissacranti uscite di scena dell’eroe, non sono niente male. One descrive il mondo dei supereroi manga in chiave tragicomica.

One Punch Man - caped baldy

Un punto di vista che in certi casi cita, e in altri demolisce, l’aura di sacralità che circonda questo genere di soggetti. E’ una prospettiva che il pubblico apprezza fin da subito, e così, anche nella realtà, la storia del mangaka che ci provava subisce una svolta verso la grandezza: nell’arco di pochi mesi i followers di One sono aumentati, facendo lievitare in maniera esponenziale le visite al suo blog.

Ma il successo è arrivato più tardi, quando un disegnatore, al secolo Yusuke Murata (già disegnatore di Eyeshield 21), si è accorto che c’era del potenziale in quelle idee, tratteggiate con costanza e passione. E dopo averlo trovato su twitter propone a One di ridisegnare le sue tavole.
La risposta positiva di One e la successiva collaborazione ha dato vita al fumetto pubblicato, dal giugno 2012, sulla rivista Weekly Young Jump. In Italia è edito da Planet Manga, della Panini Comics.

Confessioni pericolose

Faccio outing. Ammetto le mie colpe: non sono una divoratrice di manga (ma forse si era capito). Però  mi piace trovare assonanze tra forme di comunicazioni parallele. Trovo una scorciatoia e la imbocco, senza star troppo a pensare, come Mrs Todd (La scorciatoia della signora Todd, in Scheletri, S. King). A conferma che certe letture lasciano il segno. Mi assumo il rischio, e impenitente insisto.

Che c’entra?

E’ quello che mi sono chiesta, quando, leggendo qualche numero di One Punch Man (su consiglio di un amico) continuavo a pensare a Camus.

Albert Camus by Eddie - http://www.maddesperadoart.com/about.html

Albert Camus, scrittore, e filosofo francese, de La peste, Lo straniero, il saggio sul Mito di Sisifo, La Caduta  e molti altri.
Per la precisione pensavo a Jean-Baptiste Clamence (La Caduta, 1956), seduto al bar Mexico City di Amsterdam.

Nella mia fantasia i due (Saitama e Jean-Baptiste) si trovano davanti ad uno specchio in cui l’uno è il riflesso dell’altro. Ma lo specchio, lo sappiamo tutti, conserva in sé la diabolica facoltà di restituire tutto quello che vi si affaccia al contrario. Può venire il dubbio su quale sia il dritto e quale il rovescio della realtà. E in certi casi, su quale delle due sia la realtà.

La svolta di Jean-Baptiste Clamence

E’ un uomo come tanti: uno stimato avvocato di Parigi, conosciuto per essere, inoltre, un filantropo. Infatti, la sua fama di ottimo professionista è oscurata solo dall’altruismo delle sue opere, con cui dimostra di avere a cuore il benessere degli altri. Non avrà i superpoteri ma l’animo grande dell’eroe gli spetta di diritto.

Al contrario di Saitama che non ha fama, né lavoro.

Però entrambi, un giorno, decidono che qualcosa deve cambiare. Mentre Saitama inizia l’allenamento, scegliendo la strada dei supereroi, verso il superamento dei propri limiti (una strada che percorre con costanza, fino a esaurimento della strada stessa), Jean-Baptiste, dalla parte opposta dello specchio,  fa il percorso inverso.

One Punch Man - allenamento

Abbandona tutto, il lavoro, la città. Smette persino di leggere libri

“da tempo ho smesso di leggere. In passato, casa mia era piena di libri letti a metà. È disgustoso, come quelli che tagliano un pezzetto di un pasticcio di fegato e fan buttar via il resto.”

Si trasferisce ad Amsterdam e inizia togliere, un pezzo dopo l’altro, la maschera dell’eroe. Confessa tutto: non è come appare. In realtà è un uomo qualunque dedito ai vizi come tutti, del resto. Ma ha anche manie di grandezza, per cui è convinto di essere al di sopra di tutti quelli che incontra al Mexico City, per i quali si offre come giudice, (un giudice penitente).

Riflessione - http://marcopalena.blogspot.it/2014/07/per-illustrati-rivista-specchio-magico.html

Armi a confronto

Saitama utilizza un’arma che non lascia repliche, agisce veloce e diretta. Efficace e definitiva. One Punch.

One-Punch-Man

Clamence, dopo la svolta, sceglie un’arma sibillina: la dialettica.
Dopo aver scoperto la sua doppia natura, staziona al Mexico City, ed offre a tutti l’occasione di confessarsi. Invita gli altri a fare come lui: a togliersi la maschera. E alla fine sembra impossibile non fare niente, di fronte al suo consiglio.

E’ questa la sua arma: confessa le sue colpe (non necessariamente vere) così da costringere gli altri a fare altrettanto. Accusa sé stesso perché la società si dimostri per quello che è: dominata dalla falsità, e corrotta dalle apparenze.

La sua arma, non aspira a salvare l’umanità (che tante volte Saitama ha salvato); al contrario vuole renderla tutta colpevole.

E così, mentre l’eroe Saitama impara a volare, per Jean-Baptiste Clamence, dall’altra parte dello specchio, inizia La Caduta.

Albert Camus - La Caduta

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