Patrick Ness e la “paura feconda” (che alimenta la creatività)

Patrick Ness e la “paura feconda” (che alimenta la creatività)

16 Maggio 2018 0 Di Francesca Satriani

Dopo A monster calls arriverà al cinema “Chaos Walking” tratto dalla trilogia Chaos di Patrick Ness, una saga Young Adult che ha conquistato lettori di ogni età. Il protagonista è un ragazzo adolescente alle prese con il lato più oscuro della vita e con le proprie paure.

Un’idea è un idea, e se è buona puoi usarla come vuoi.

Patrick Ness scrive libri che diventano best seller, altre volte sceneggia film e serie TV.
L’adattamento di Chaos, diretto dal regista Doug Liman, si chiamerà Chaos Walking. Le riprese ufficiali sono terminate a novembre ma il film necessita di scene aggiuntive e si dovrà aspettare la fine dell’anno per girarle, a causa degli impegni già presi dai protagonisti Tom Holland e Daisy Ridley.

Patrick Ness - Chaos WalkingTanto meglio, sta pensando il topo di biblioteca che abita la parte des… sinis… la maggior parte del mio cervello: c’è ancora tempo per leggere la saga, a partire dal primo libro: La fuga. Chaos: 1  .
No, non state avendo un deja vù: la colpa è di chi sceglie gli argomenti. Ormai avrete capito che il piano editoriale non è amico mio, e che i miei articoli piovono come le sfighe nella vita: inaspettati, e su terreni già bagnati.
Ad esempio: ho inaugurato questa rubrica con un articolo su un libro di Patrick Ness. Torno a scriverre sulla medesima con un altro articolo su Patrick Ness. No, non è amico mio (neanche lui) e non mi paga per scrivere a proposito dei suoi libri.

Ma ha talento e guarda caso mi imbatto nelle sue storie sempre un attimo prima che ne facciano un film.
Ed ecco che, per non distaccarmi da quel trito canovaccio, sto per dire che per la scrittura delle nuove scene Liman si avvarrà della creatività di Patrick Ness che è bravo a convertire le sue idee in format diversi: ha scritto un intero episodio di Dr Who, ad esempio, e la sceneggiatura di A monster calls.

Scrivere la verità

Molti hanno dimenticato cosa significa essere un adolescente. Io cerco di dire la verità, e la verità è che a quell’età il mondo è particolarmente difficile e buio. I lettori giovanissimi lo sanno, e sanno che questo è vero più che se dicessi che tutto è solo buono e ricco di speranza.

Così rispondeva Patrick Ness qualche tempo fa alle critiche mosse riguardo la violenza di certe scene. Le sue storie, destinate ad un pubblico giovaneadulto, affrontano temi oscuri ma molto vicini al nostro vivere quotidiano. E anche la compagine lettrice degli adultiebasta e dei quasianziani non rimane indifferente alla sua scrittura.

Non è necessario elencare i premi che Ness ha vinto con le sue opere (due Carnegie Medal e altri importanti premi della narrativa per ragazzi) per capire che ha trovato una vena creativa potente: basta aprire uno dei suoi libri e iniziare a leggere. Le sue storie parlano di ragazzi, non perché abbia scelto un genere a priori ma perché è in loro che Ness trova la sua vena creativa: l’adolescenza è un’età a tinte forti e lui dichiara di trarre le sue idee migliori proprio da lì.

Paura feconda

Ognuno l’ha vissuta (o la sta vivendo) in maniera diversa, ma per tutti l’adolescenza è il momento in cui si affrontano lati oscuri della realtà e di sé stessi. Lo scontro è inevitabile e la paura ce la ricordiamo tutti: è quella che si prova di fronte a un limite che non abbiamo mai oltrepassato o di fronte alla prospettiva di un fallimento.
Come dite? Sono paure che si affrontano anche da adulti?
Avete ragione ma provate a ripensare quanto pesava l’opinione dei vostri amici a dodici anni, e quanto lo fa oggi. Un tempo poteva incidere sulle vostre scelte, oggi (ci si augura di) no.

Tutto sembra questione di vita o morte.

Si può vivere lasciando sbiadire il ricordo, oppure tornare a quei momenti, maneggiare le emozioni più forti e farne una storia. Quella paura che Patrick Ness definisce feconda, è il magma creativo da cui trae ispirazione, che gli ha ispirato storie appassionanti come Sette minuti dopo la mezzanotte  di cui parlo in questo articolo (leggi L’orrore verrà a salvarti Sette minuti dopo la mezzanotte) e da cui il regista Juan Antonio Bayona ha tratto il film “A monster calls”,

Chaos, che è diventata presto una saga cult per un pubblico di giovani e non, racconta una realtà distopica dal punto di vista, ancora una volta,  di un adolescente.

Qualsiasi essere umano ha un lato oscuro, ma i teenager sono quelli che lo esplorano di più. Essere un adolescente è proprio questo: avventurarsi verso i propri limiti. Ma io [Ness n.d.r.] Cerco solo di essere più autentico possibile, per permettere ai ragazzi di ritrovare nelle mie pagine qualcosa di sé stessi.

Lasciatevi uccidere, prima che sia troppo tardi

Che Ness brandisse l’autenticità come uno stiletto contro il lettore me ne ero accorta anche io, a suo tempo. Mi ha ucciso ma non ho potuto opporre resistenza, e nell’articolo dedicato a Sette minuti prima della mezzanotte (scritto più o meno sette minuti prima che uscisse al cinema) l’ho ammesso: non mi aspettavo tanta verità in una storia di fantasia, e non me ne aspettavo così tanta, oscura e reale, in una storia per ragazzi.
Non sto parlando di letteratura squarcia budella, al contrario: non una goccia di sangue è stata versata (a parte il mio).

E così, anche la trilogia del Chaos saprà colpire a segno, anche se avete appena superato i venti (appena), io vi ho avvisato. E allo stesso tempo se vorrete farlo leggere ai vostri figli… fatelo per la miseria, cosa state aspettando? Per il film c’è ancora da aspettare un anno.