L’origine – parte I

L’origine – parte I

16 Aprile 2017 2 Di Francesca Satriani

Volete arrivare vivi fino in fondo. E così anche gli altri, quasi tutti, almeno. Moriranno lentamente. Moriranno un pezzo alla volta…” (La lunga Marcia, Stephen King)

Cosa fare, dunque, per ammazzare il tempo, mentre il tempo ammazza me? Sopravvivere, certo. Ma anche divertirsi nel frattempo non farebbe male.
Il brano è tratto da uno un libro finito di leggere poco tempo fa. La copertina si staccava, e sono rimasta un paio di volte con un blocco di pagine in mano. Ci ho messo su un po’ di scotch, non sapendo se stessi contravvenendo al decalogo della bibliotecaria che me l’ha dato in prestito. Non l’ho fatto, almeno credo, anche se la signora ha puntualizzato che ci vorrebbe la colla.
E’ un libro uscito nel 1979. Sebbene non sia uno dei suoi capolavori, è comunque una storia capace di aggrapparsi alle mie budella e trascinarmi fino alla fine.
Alla velocità di circa 6 kilometri all’ora.

L’ho preso in prestito in una delle biblioteche della mia città. Frequento spesso le biblioteche. Ogni volta che esco con un volume tra le mani (e la gratuita promessa di ore di puro svago, o di conoscenza nuova) penso che siano il più potente strumento di democrazia che sia mai esistito. Immagino atlantiche civiltà illuminate, che adesso giacciono sotto il mare, con una biblioteca ben fornita in ogni angolo di quartiere. Ma qui mi fermo perché sto divagando.

liberlibero - leggere 1

E’ il primo post che scrivo su questo blog. E’ il primo post che scrivo in assoluto.

Babilonia

Finora ho cortesemente evitato di entrare in Piazza Grande, a Babilonia. Ho detto entrare ma forse avrei dovuto dire uscire. E’ probabile che quella rimasta chiusa (forse tra gli scaffali di una biblioteca polverosa) fossi io. E chiedo scusa se in maniera involontaria, sbaglierò, ignorando qualche postilla alla netiquette. Tipo: essere alla parola numero 329 di questo post inaugurale e non aver ancora detto niente.

Quindi, come ammazzare il tempo aspettando di morire un pezzo alla volta… per dirla con le parole di Collie Parker (uno dei marciatori della Lunga Marcia)?liberlibero - la lunga marcia - Stephen King

Avrei potuto stilare una lista delle cinque attività più divertenti da fare nella vita e mi sarei guadagnata un paio di posizioni sulle pagine dei motori di ricerca (la Stairway to Heaven per chi vuole farsi ascoltare  in Piazza Grande, a Babilonia) E invece toglierò il gusto ai patiti delle classifiche, che a questo punto saluto perché se ne staranno già andando via.

Leggere sarebbe comunque tra le primissime posizioni: lo svago libero per eccellenza.

Ci ho pensato un sacco prima di scrivere la frase in questo modo. Ho detestato l’odiosa sfumatura generalista che sottintende. Non volevo imporre la mia parziale, irrilevante opinione. O peggio, far nascere nel lettore di questo post La Domanda: quella che più di tutti spaventa chi lascia i propri messaggi sui muri in Piazza Grande a Babilonia:

libelibero - graffiti 3

Per quale dannato motivo dovrebbe fregarmene qualcosa, scusa?

Poi ho scoperto il riquadrino. Il riquadrino dei commenti. Allora, visto che siamo in piazza, facciamo così: dite la vostra gente. Che io dico la mia.

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