Riforma sul Copyright “L’ultima possibilità” oggi

Riforma sul Copyright “L’ultima possibilità” oggi

26 Marzo 2019 0 Di Francesca Satriani

La legge sul copyrigt potrebbe subire cambiamenti, in base a quanto si deciderà a Strasburgo, tra poche ore. E non ci sarà una seconda occasione.

Riforma sul copyrigt: tra pressioni e incertezze

C’è ancora molta incertezza sull’esito di questa votazione: alcuni europarlamentari, in campagna elettorale, potrebbero assentarsi;  gli altri subiscono da mesi le pressioni delle lobby dei grandi di internet, affinché la direttiva non passi, soprattutto nell’Est Europa dove alcuni deputati sono stati oggetti di minacce esplicite. È Carlo Perrone, presidente dell’Associazione degli editori europei (Enpa) a parlarne su “La Repubblica” in un’intervista di due giorni fa, facendo chiarezza sulle notizie girate in rete negli ultimi mesi.

I falsi miti sulla riforma

“Non ci sarà alcuna link tax” perché il testo della riforma sul copyrigth non si applica ai privati, al singolo utente, né “agli usi non commerciali di pubblicazioni di carattere giornalistico” spiega Perrone. E non ci saranno limitazioni alla libera manifestazione del pensiero: per chi pubblica sul web sarà ancora possibile usare brevi estratti di pubblicazioni giornalistiche “citazioni, parodie e critica”

Wikipedia continuerà a esistere e a fornire il suo servizio senza alcuna restrizione, e allo stesso modo la direttiva non coinvolge le biblioteche e gli archivi universitari

Riforma sul copyright: cosa prevede

La direttiva prevede una maggiore tutela dell’autore delle opere veicolate sulle grandi piattaforme, che generano a favore di queste ultime ricavi pubblicitari che, per esempio in America, arrivano a fino all’80% del totale.  Gli articoli centrali della direttiva sono  l’11 e il 13:

  • l’articolo 11:  impone ai grandi aggregatori di notizie e ai social network (Google e Facebook) di riconoscere il giusto compenso al titolare del diritto d’autore delle opere messe on-line, da cui ricavano introiti pubblicitari.
  • l’articolo 13: rafforza la posizione degli autori delle opere audio-video, nella negoziazione del compenso per le proprie opere con le grandi piattaforme, prima fra tutti Youtube .

Le controversie sugli articoli 11 e 13 della direttiva sul copyright

Entrambi gli articoli hanno sollevato pareri controversi a riguardo. Per l’articolo 11, da un lato gli editori chiedono riconoscimento per quei contenuti che circolano in anteprima sulle piattaforme, creando reddito. Dall’altra i colossi di internet replicano che la circolazione delle anteprime fa gli interessi stessi degli editori, per il traffico che ne deriva.
E se da un lato gli editori riferiscono le pressioni delle lobby di internet nei confronti dei parlamentari, dall’altro per l’editoria, in crisi, la riforma potrebbe risolvere diversi problemi di bilancio, e dunque ha tutto l’interesse a promuoverne l’approvazione.

Sull’articolo 13 si è molto dibattuto: il testo prevede che chi fornisce contenuti on line stipuli un accordo con le etichette cinematografiche, discografiche, e con le case editrici al fine di ottenere una licenza che permetta di pubblicare contenuti soggetti al copyright.

I fornitori di questi servizi dovranno così effettuare una selezione per evitare agli utenti di pubblicare contenuti di cui non detengono i diritti. Dalla selezione al controllo il passo (semantico) è breve, ed è per questo che, tra chi è contrario, il timore maggiore è che la riforma possa minacciare la libertà di espressione o snaturare l’ambiente del web, nato come luogo di libera circolazione di voci e idee (nel bene e nel male).

Perché oggi è l’ultima possibilità

Oggi a Strasburgo, il primo voto sarà sull’ammissibilità degli emendamenti, e se non passeranno, si voterà direttamente il testo completo. Proporre emendamenti, spiega Perrone, significa  in questo caso “uccidere” l’intero testo della riforma perché non ci sarebbe tempo di riprendere in mano il testo prima delle europee. La riforma decadrebbe e il prossimo Parlamento europeo dovrebbe rifare tutto da capo.

fonti:
Alberto D’Argenio, Perrone “Copyrigt l’Ue approvi la legge che salva la creatività”, La Repubblica n.71 (24/03/2019), p. 19
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