Rosemary’s Baby di Ira Levin

Rosemary’s Baby di Ira Levin

16 Giugno 2017 4 Di Francesca Satriani

Titolo: Rosemary’s baby

Autore: Ira Levin

Edizione: BigSur 2015

Pagine: 253

(prima ed. 1967)

Un buon inizio

 

Rosemary scavò col cucchiaio nel melone. «Forse esistono anche le case buone», disse.
«Quelle in cui la gente continua a innamorarsi, sposarsi e fare figli».
«E a diventare attori famosi», disse Guy.
«Forse», fece Hutch. «Ma non se ne sente mai parlare. Solo ciò che è torbido fa notizia». Sorrise a Rosemary e a Guy. «Vorrei che vi cercaste una casa come si deve invece del Bramford».

In questo scambio di battute, Hutch, l’amico di Rosemary, mette subito in chiaro come stanno le cose. Il caro buon vecchio Hutch ha mandato all’aria una serata con una bella donna, solo per avvisare Rosemary, Guy e voi, di quello che ancora non potete sapere sul Bramford. Non lo sapete perchè, diamine, siamo solo a capitolo due.

Rosemary's baby - il Bramford

La sfida però è già iniziata. Nel capitolo uno, ad esempio, Rosmary dice rivolta a Guy

… Come bugiardo sei straordinario

E’ vero, non significa niente: è lei stessa che lo istiga a mentire per sganciarsi dagli accordi appena presi per un altro appartamento: moderno, in un casermone bianco sulla First Avenue. Non è quello che vuole. Non più, da quando ha saputo che al Bramford, prestigioso edificio del Diciannovesimo secolo, se ne è appena liberato uno.

Il 7E del Bram ha un camino funzionante, due finestre a bovindo, soffitti decorati in stile vittoriano e cinque-no quattro-no-cinque armadi a muro.

Rosemary considera un vero colpo di fortuna che la vecchia inquilina sia deceduta. In circostanze normalissime, tra l’altro. A prescindere da quello che si racconta su quel posto.

Certo ha lasciato un biglietto nello scrittoio, che suona più o meno così:

…ben altra cosa dal semplice ed eccitante passatempo che credevo che fosse. Non posso più partecipare…

Che di per sé può significare tutto e niente. E comunque non è carino sbirciare tra gli oggetti della defunta signora Gardenia.

La sfida

Quindi basta parlare di morti sospette al Bram. Siamo solo all’inizio della storia e sappiamo bene che cose di questo genere possono succedere in qualsiasi palazzo. Rosemary, Guy, e ancora una volta, voi, potete archiviare queste dicerie come semplici coincidenze. Anzi speculazioni, visto che quelle storie hanno fatto alzare la richieste di affitto nel Nero Bramford.

C’è una ragazza che da Omaha si è trasferita in città, ha sposato un giovane attore, e prevede di metter su famiglia, a breve. Qualcuno cita My Fair Lady, Audrie Hepburn e Liz Taylor. Non c’è nulla da temere, siete d’accordo? Cliché, se ce ne sono, sono quelle oscure storie di stregoneria che non c’entrano niente con questo mondo qua.

New York ai tempi di Rosmary's babyRosmary's Baby - Ney York negli anni in cui è ambientato il romanzo

E la sfida? La sfida è quella di riuscire ad agganciare il lettore nonostante le premesse siano così esplicite. Ma Ira Levin è uno scrittore di talento, su questo non c’è dubbio e con molti, tra cui io e Roman Polansky (no, non siamo poi così amici) ce l’ha fatta.

Levin avvolgere il lettore nelle spire perverse della sua trama. Non solo sentirete l’urlo, ma dimenticherete chi siete e da dove venite. La realtà vi apparirà sotto la luce ingenua dello sguardo di Rosemary. Vedrete quello che vede lei. Sentirete quello che sente lei.

Che c’è di nuovo, in città.

E’ probabile che la maggior parte di voi abbia visto il film; e forse farete fatica a trovare il libro nelle librerie.
Ma Ira Levin è uno di quegli scrittori per cui si può correre il rischio.
Il rischio che l’ordine sia ancora in ritardo, e per voi sia già ora di partire per le vacanze, ad esempio (perché l’articolo a volte, risulta non disponibile presso alcuni distributori).
O di leggere una storia che Polansky vi ha già raccontato, se avete visto il suo famoso, terrificante film.

Ira Levin conduce la trama tra la comedy americana degli anni ’60, e il romanzo gotico utilizzando tutti gli strumenti che ha disposizione in maniera magistrale. L’ironia ad esempio, che appare e scompare. Svanirà di fronte ai sospetti della protagonista, ma riapparrà travestita da positivismo urbano, che nasconde volentieri qualsiasi brutta storia sotto la rassicurante etichetta di leggenda metropolitana.

L’orrore non abita qui, non può, e se lo pensate rischierete di fare la figura dei provinciali creduloni.E così Rosemary, che viene dalla campagna di Omaha.

Perché l’orrore, non è qui

Cronache dell’orrore

Il Castello di dracula e i luoghi di Rosmary's baby

Il castello di Dracula è lontano migliaia di chilometri; l’isola dei ragazzi sopravvissuti narrata da William Golding è in mezzo al mare sperduto; la casa di Hill House, di Shirley Jackson è sulla collina, dove è sempre stata.
Questo fino a quando Ira Levin non ha scritto la storia di Rosmary, una donna che è venuta ad abitare nella city, e che in fondo, voleva solo avere il suo bambino.

Lo scrittore  detiene un primato: ha stravolto i luoghi della letteratura gotica e horror.
I mostri del castello, i fantasmi della casa infestata, prima di prendere casa nel Bramford, erano circoscritti ad un ambito extraurbano. Raggiungerli significava mettersi in viaggio (come accade nella letteratura dell’utopia), Insieme al protagonista, attraverso sentieri segnati da un destino beffardo.

Ma restavano confinati là, nella casa di campagna o nel castello (di Otranto, per fare un esempio).

Ma quando Levin scrisse il romanzo era il 1967: erano anni in cui i fatti di cronaca mostravano sempre più spesso quanto l’occultismo si praticasse  in certi ambiti della società.

Rosmary's baby - messaggi

Gli anni di Manson e degli omicidi rituali. A San Francisco, un certo La Vey aveva fondato la Chiesa di Satana, l’anno precedente, teorizzando un culto parallelo. Le copertine titolavano “Is God Dead?”. E si avanzavano ipotesi di collegamenti occulti con le morti misteriose di personaggi dello spettacolo.

Rosmary's baby - segni occulti

Ira Levin ha capito che era arrivato il momento di traslocare.

Si sarà chiesto un bel giorno: e se invece l’orrore fosse qui, nella ricca, caotica città che non dorme mai? Dietro la porta dell’appartamento di fronte?

Rosemary's baby - all of them witches

La risposta la troverete nelle pagine di questo libro.

Ma andiamo! Adesso vi state facendo delle paranoie. Non è colpa sua se la vicina, col suo accento tipico del Midwest, ha un vocione roco, che riuscite a sentire giorno e notte dalle pareti del vostro appartamento. Chi non ha mai avuto un vicino rumoroso?

Siete d’accordo con me, giusto?

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